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Cinema

Recensione Film – The Greatest Showman

Recensione Film – The Greatest Showman

“Signore e signori, preparatevi ad assistere al più grande spettacolo”. Di norma non sono un grande fan dei musical. Basti pensare che ho lasciato a metà la visione di La La Land (lo so sono una brutta persona), ma qui trovate la recensione del nostro Gabriele. Capirete subito con quale premesse sia partito alla visione di questo The Greatest Showman.

Tuttavia sin dai primi minuti, ho capito subito che questo era davvero un grande spettacolo, una grande storia capace di emozionarmi e rendermi in qualche modo parte di essa. Infatti già dai titoli di testa, la prima cosa che subito salta alle orecchie più che alla vista sono le splendide canzoni che fanno parte della colonna sonora.The Greatest Showman

Finito il primo attimo di attimo spensierato, veniamo catapultati nel continente americano, in piena epoca vittoriana. Il protagonista, Phineas Barnum, è il giovane figlio di un sarto pieno di sogni, che spera un giorno di poter vivere una vita migliore. Sogni che sono condivisi anche da Charity, figlia della ricca famiglia per cui il padre di Phineas lavora.

Diventati adulti, nonostante gli impedimenti del padre, Charity sposa Phineas, e insieme si trasferiscono nella città di New York, all’epoca in piena espansione. I due vivono per un po’ spensierati, finché Phineas non subisce sulle proprie spalle la terribile realtà della crisi finanziaria: perde infatti il lavoro e non sa come sfamare la moglie e le due piccole figlie che nel frattempo i due hanno avuto.

Così chiede un prestito e compra un museo di stranezze, che però stenta a decollare. Quando le figlie lo esortano a continuare e a trovare qualcosa di vivo, Phineas ha l’idea che gli cambia la vita. Raduna tutti gli “strani” della città e mette su uno spettacolo dove cantano, ballano e si esibiscono. The Greatest Showman

Gli affari vanno a gonfie vele, e Phineas capisce che vuole di più. Assume quindi Philip Carlyle, giovane rampollo di una ricca famiglia, affinché porti nuova gente ai suoi spettacoli. Grazie agli agganci di Philip, Phineas e i suoi amici strani arrivano persino alla corte della regina Vittoria.

Qui Phineas conosce la cantante svedese Jenny Lind, che viene convinta a fare una tournée negli stati uniti accompagnata proprio da Phineas. Al primo degli spettacoli organizzati per Jenny, tutto va per il verso giusto, ma Phineas non rende partecipi i membri del suo circo, che se ne vanno offesi.

Durante i tanti spettacoli, l’affiatamento tra Jenny e Phineas cresce, ma quando Jenny si fa avanti insistentemente, Phineas capisce di aver abbandonato ciò che veramente aveva un valore per lui: la sua famiglia.

Famiglia che, anche se inconsciamente, aveva incluso i vari membri del circo, ormai diventati veri e propri amici per Phineas, nonostante le differenze e le loro “stranezze”.

 

“Questo è il momento che stavate aspettando, tutto ciò che volevate è davanti a voi..”.

E’ innegabile che il punto di forza di “The Greatest Showman” sia il comparto sonoro. Tuttavia non sono da sottovalutare numerosi altri aspetti.

Hugh Jackman in primis si toglie di dosso i panni di Wolverine e indossa con stile quelli di Phineas Barnum, insieme alla sua creatività, e, non me lo aspettavo, canta pure bene! Anche per Zac Efron elogi a raffica, per un ruolo che non ricopre abitualmente, così come per la nuova stella Zendaya, che figura anche in Spiderman Homecoming (e nel prossimo Far From Home ambientato anche in Italia).

 

Ultime ma non ultime, la bellissima Rebecca Ferguson, sempre a suo agio sul set (ma ahimè ho scoperto non ha cantato la sua canzone), e la scoperta numero uno del film ovvero Keala Settle, che interpreta nel film la donna barbuta con la voce da usignolo, candidata al premio Oscar per la Miglior Canzone Originale (unica candidatura per il film nell’edizione 2018, strano ma vero).

Ispiratissima la regia, che regala numerose scene con cambi di campo a tempo di musica, e notevoli i costumi, sia nella ricostruzione storica abbastanza fedele, che in quelli di scena che sono sia molto originali che non troppo forzati.

Purtroppo pecca talvolta la fotografia, che insieme alla scenografia in alcuni punti evidentemente falsa non regala l’immersione che ci si aspetta da una produzione del genere, nonostante “The Greatest Showman” sia un musical (non lo dico in modo dispregiativo, basti pensare a quanto realistico era Les Miserables).

Che sia la volta buona che torni a rivedere La La Land visto quanto ho amato questo The Greatest Showman? Ai posteri (o ai cantanti?) l’ardua sentenza.

 

P. S. Se non l’avete ancora fatto, andate subito ad ascoltare l’intera colonna sonora del film, che è stata anche rivisitata da artisti del calibro di P!nk, Panic! at the disco, Kelly Clarkson e tanti altri.

 

"Signore e signori, preparatevi ad assistere al più grande spettacolo". Di norma non sono un grande fan dei musical. Basti pensare che ho lasciato a metà la visione di La La Land (lo so sono una brutta persona), ma qui trovate la recensione del nostro Gabriele. Capirete subito con quale premesse sia partito alla visione di questo The Greatest Showman. Tuttavia sin dai primi minuti, ho capito subito che questo era davvero un grande spettacolo, una grande storia capace di emozionarmi e rendermi in qualche modo parte di essa. Infatti già dai titoli di testa, la prima cosa che subito salta alle orecchie più che alla vista sono le splendide canzoni che fanno parte della colonna sonora. Finito il primo attimo di attimo spensierato, veniamo catapultati nel continente americano, in piena epoca vittoriana. Il protagonista, Phineas Barnum, è il giovane figlio di un sarto pieno di sogni, che spera un giorno di poter vivere una vita migliore. Sogni che sono condivisi anche da Charity, figlia della ricca famiglia per cui il padre di Phineas lavora. Diventati adulti, nonostante gli impedimenti del padre, Charity sposa Phineas, e insieme si trasferiscono nella città di New York, all'epoca in piena espansione. I due vivono per un po' spensierati, finché Phineas non subisce sulle proprie spalle la terribile realtà della crisi finanziaria: perde infatti il lavoro e non sa come sfamare la moglie e le due piccole figlie che nel frattempo i due hanno avuto. Così chiede un prestito e compra un museo di stranezze, che però stenta a decollare. Quando le figlie lo esortano a continuare e a trovare qualcosa di vivo, Phineas ha l'idea che gli cambia la vita. Raduna tutti gli "strani" della città e mette su uno spettacolo dove cantano, ballano e si esibiscono.  Gli affari vanno a gonfie vele, e Phineas capisce che vuole di più. Assume quindi Philip Carlyle, giovane rampollo di una ricca famiglia, affinché porti nuova gente ai suoi spettacoli. Grazie agli agganci di Philip, Phineas e i suoi amici strani arrivano persino alla corte della regina Vittoria. Qui Phineas conosce la cantante svedese Jenny Lind, che viene convinta a fare una tournée negli stati uniti accompagnata proprio da Phineas. Al primo degli spettacoli organizzati per Jenny, tutto va per il verso giusto, ma Phineas non rende partecipi i membri del suo circo, che se ne vanno offesi. Durante i tanti spettacoli, l'affiatamento tra Jenny e Phineas cresce, ma quando Jenny si fa avanti insistentemente, Phineas capisce di aver abbandonato ciò che veramente aveva un valore per lui: la sua famiglia. Famiglia che, anche se inconsciamente, aveva incluso i vari membri del circo, ormai diventati veri e propri amici per Phineas, nonostante le differenze e le loro "stranezze".   "Questo è il momento che stavate aspettando, tutto ciò che volevate è davanti a voi..". E' innegabile che il punto di forza di "The Greatest Showman" sia il comparto sonoro. Tuttavia non sono da sottovalutare numerosi altri aspetti. Hugh Jackman in primis si toglie di dosso i…

The Greatest Showman

8.4 - 8.4

8.4

8.4

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8

The Greatest Showman

8.4

Regia

8.5/10

Fotografia

7.2/10

Sceneggiatura

7.3/10

Colonna Sonora

9.7/10

Costumi & Trucchi

9.2/10

PRO

  • Colonna sonora a dir poco meravigliosa.
  • Costumi molto ben fatti.
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