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Di cosa parliamo quando parliamo di cinema

[Nuova Rubrica] Di cosa parliamo quando parliamo di cinema: La Regia.

[Nuova Rubrica] Di cosa parliamo quando parliamo di cinema: La Regia.

Con una mezza citazione al titolo della bellissima raccolta di racconti di Raymond Carver “Di cosa parliamo quando parliamo d’amore”, vi introduciamo quella che si prospetta come una rubrica autoconclusiva sui diversi aspetti tecnici che caratterizzano ogni film uscito in sala e non.

Nel primo appuntamento vediamo quello che dovrebbe essere l’aspetto più importante di un film: la regia.

Per regia cinematografica si intende la direzione del film, sia dal punto di vista tecnico che di quello artistico. Il lavoro di un regista comincia ben prima dell’inizio delle riprese e finisce quando il film è bello (si spera) e pronto.

 

Il lavoro di un regista:

regiaMolto spesso, un regista è anche produttore e/o sceneggiatore di un film, questo perché per molti registi, i film che dirigono sono dei veri e propri pezzi di loro stessi, in cui gettano tutto ciò che li caratterizza e ciò in cui credono. Il panorama dei registi/attori/sceneggiatori è molto vasto, si va dai Woody Allen ai Bradley Cooper … dai Denzel Washington ai Quentin Tarantino.

Di solito, il regista è colui che sceglie o produce una sceneggiatura da cui trarre un film. E’ proprio quando questa scelta non è forzata da altri che a mio avviso si ottengono le migliori opere cinematografiche.

Scelta la sceneggiatura, il regista e il direttore del casting, decidono quali attori devono far parte del film che desiderano produrre. Piccola curiosità: proprio per questo motivo, alle cerimonie di premiazione degli Oscar, i registi sono le persone più ringraziate dai vincitori, pensate persino che Steven Spielberg è stato ringraziato più di Dio stesso!

Dopo aver scelto gli attori, si individuano le location in cui girare il film e solo dopo questo momento comincia quello che tutti credono sia la parte più sostanziosa del lavoro di un regista: girare appunto il film.

regiaPer girare il film, il regista è colui che decide le posizioni di telecamere e attori, nonché con l’ausilio del direttore della fotografia, anche le inquadrature migliori per immortalare la storia al meglio delle loro capacità.

Capite bene quindi che il regista è colui che unisce tutti i reparti di una produzione cinematografica, come può esserlo un direttore dei lavori in un grosso cantiere.

Una volta finito di girare, il lavoro del regista non finisce affatto: si deve infatti pensare alla post-produzione, dove si effettua il montaggio del girato e l’aggiunta degli effetti speciali. Molto spesso infatti esistono delle versioni di film chiamate Director’s Cut che contengono alcune scene tagliate in fase di montaggio, sia per motivi di minutaggio, sia per richiesta dei produttori o della censura.

 

Tecniche registiche:

Passando al ben più complicato lato tecnico, sono molte le tecniche adottate dai registi, che molte volte proprio per l’utilizzo di queste tecniche vengono celebrati e premiati. Due tra le più difficili e ricercate tecniche registiche sono il piano sequenza e lo steadycam shot.

Michael Keaton in Birdman

Il piano sequenza (o Sequence shot)

è una tra le tecniche di regia più apprezzate dai registi stessi. Consiste di una singola ripresa che dura quanto tutta la scena, senza il minimo ritocco in fase di montaggio. Si capisce benissimo quanto difficile sia, poiché se qualcosa va storto, l’intera scena deve essere rigirata. Un esempio famosissimo di questa tecnica è la famosa scena di Birdman in cui Michael Keaton cammina in slip per le strade di Broadway.

Lo steadycam shot consiste in una ripresa effettuata con l’ausilio di un macchinario che tiene la macchina da ripresa stabile anche quando il regista si muove e segue il movimento degli attori. Di solito viene usata solo per brevi scene, ma quando queste scene diventano più lunghe dimostrano in pieno la bravura di un regista.

John Carpenter's Steadicam

John Carpenter riprende con tecnica steadicam

A volte in regia vengono anche usate delle tecniche atte ad enfatizzare gli avvenimenti dei film: un esempio può essere il Close Up, in cui l’intero frame è occupato dal volto del personaggio, che trasmetterà ogni sua sensazione allo spettatore, o ancora il POV shot, cioè la ripresa in prima persona, usata moltissimo nei film horror.

Se volete una visione più approfondita ma allo stesso tempo semplice delle varie tecniche registiche, vi consiglio questo articolo.

Molti registi hanno fatto di queste tecniche dei veri e propri marchi di fabbrica, così come alcuni sono noti per le geometrie dei loro film o per le inquadrature mozzafiato, ma questo sarà argomento di altre rubriche.. (ops piccolo spoiler, shh).

 

A questo punto vi sarete sicuramente fatti un’idea su quello che un regista deve fare prima, durante e dopo la realizzazione di un film, e della sua importanza ai fini della riuscita di quest’ultimo.

Ci rivediamo al prossimo appuntamento della rubrica, con gli approfondimenti su altri aspetti tecnici di un film.

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