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Di cosa parliamo quando parliamo di cinema

Di cosa parliamo quando parliamo di cinema: La Fotografia.

Di cosa parliamo quando parliamo di cinema: La Fotografia.

Bentrovati con il secondo appuntamento della rubrica dedicata agli aspetti tecnici che compongono un film. Quest’oggi, noi di CinePassion, approfondiremo un altro aspetto fondamentale e ricercato in ogni pellicola d’autore che si rispetti: la fotografia.

Per fotografia cinematografica si intende tutto ciò che consiste delle tecniche e dei processi con le quali viene catturata la messa in scena da parte del direttore della fotografia.

 

Il lavoro del direttore della fotografia:

Alejandro G. Iñárritu con Emmanuel Lubezki

Alejandro G. Iñárritu (regista) e Emmanuel Lubezki (direttore della fotografia)

Nella pre-produzione di un film, registi e direttori della fotografia lavorano a stretto contatto per decidere quale formato, luci o inquadrature utilizzare durante la realizzazione del film. L’importanza di tale decisione è presto detta: molte di queste scelte non potranno essere cambiate in seguito e quindi scegliere bene è di vitale importanza per la riuscita di un film.

Molto spesso, infatti, molti registi si ritrovano a lavorare con gli stessi direttori della fotografia (due fra tutti, i registi Cuaron e Inarritu che si affidano spesso a Emmanuel Lubezki), questo perché tra le due figure ci deve essere una totale sinergia e cooperazione.

Andando più nel dettaglio, vediamo quali sono i punti focali su cui si deve soffermare un direttore della fotografia:

  1. Scelta della pellicola e rapporto dimensionale dell’inquadratura.
  2. Scelta del numero e del posizionamento delle macchine da presa.
  3. Illuminazione della scena. (Uno degli aspetti più importanti per la riuscita di una scena)
  4. Distanza di ripresa.
  5. Angolo di campo.
  6. Inquadratura.
  7. Movimenti di macchina.
  8. Messa a fuoco.
  9. Profondità di campo.
  10. Correzione del colore. (Quest’ultima eseguita in post-produzione).

 

Curando la fotografia sul set della prima triologia di Star Wars

Curando la fotografia sul set della prima trilogia di Star Wars

Capite benissimo da soli che quindi il lavoro di un direttore della fotografia è tutt’altro che semplice. Oltre a doversi confrontare in ogni istante con il regista, infatti egli deve anche coordinare il lavoro di elettricisti per le luci, dei macchinisti e degli operatori per avere sempre l’inquadratura perfetta.

Non a caso molti di questi direttori della fotografia, sono considerati dei veri e propri artisti in questo campo. Il vincitore del premio Oscar Vittorio Storaro ha detto <<Non mi sono mai sentito a mio agio con la definizione “Direttore della fotografia”, preferisco piuttosto “Autore della fotografia cinematografica”. “Autore” vale a dire, infatti, libero ingegno creatore, della “foto-grafia” cioè dello “scrivere con la luce”>>.

Molti degli aspetti del lavoro di un direttore fotografico sono in comune con quelli dei normali fotografi: tempi di esposizione, apertura del diaframma, messa a fuoco, ecc., ma nel campo cinematografico, un direttore della fotografia deve fare anche attenzione a soggetti che sono in costante movimento, a situazioni di luce che cambiano, scene che possono essere rallentate o accelerate, persino all’inclusione di eventuali aggiunte di effetti speciali in post-produzione.

Pre e post color correction nel film "Il favoloso mondo di Amelie"

Pre e post color correction nel film “Il favoloso mondo di Amelie”

E così come il regista, una volta finito di girare il film, il direttore fotografico deve sempre supervisionare il montaggio per essere sicuro di poter intervenire in tempo nella correzione dei colori, che talvolta proprio dal montaggio vengono resi meno uniformi di quanto non lo siano stati in precedenza.

 

 

In conclusione la fotografia è un tassello importantissimo ai fini della riuscita di un film, in primis a causa del fatto che permette di mettere in risalto la composizione delle location delle singole scene e in secundis perchè una buona fotografia rende la visione del film esteticamente più gradevole agli occhi dello spettatore.

 

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