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Di cosa parliamo quando parliamo di cinema

Di cosa parliamo quando parliamo di cinema: Il Montaggio.

Di cosa parliamo quando parliamo di cinema: Il Montaggio.

Torniamo a parlare per la terza volta degli aspetti tecnici fondamentali che compongono un film, e stavolta in particolare come da titolo, ci occupiamo del montaggio.

Il montaggio è, insieme alla fotografia, forse l’essenza stessa del cinema, in quanto grazie ad esso è possibile rendere un insieme di scene girate in momenti e spazi diversi un tutt’uno che alla fine abbia senso.

 

Un po’ di storia del montaggio:

Il primo ad utilizzare il montaggio come strumento cinematografico fu il regista precursore Georges Méliès, che agli inizi del secolo scorso, scoprì che montando diversi ritagli di pellicola era possibile ricreare illusioni ottiche e magie all’interno dei suoi film.

In molti dopo di lui cominciarono ad usare il montaggio per lo stesso scopo, ma con David Griffith si ebbe il primo caso di montaggio atto a fini narrativi.

Da citare anche il curioso esperimento del regista russo Kulesov, che alternò per la prima volta diversi spezzoni di riprese diverse per enfatizzare la scena; questa tecnica venne poi molto utilizzata da lì in poi, in particolare dal grande regista western Sergio Leone, che alternava primissimi piani e campi larghi che rendevano le scene piene di adrenalina e tensione.

Col tempo il montaggio si è evoluto ulteriormente con l’introduzione del sonoro e l’eliminazione conseguente di tempi morti, che hanno enfatizzato i tempi delle pellicole e ci hanno regalato perle del cinema ancora oggi considerate capolavori.

 

Il lavoro del montatore:

Dopo che un qualsiasi film viene finito di girare, entra nella fase di post-produzione. Qui entra in gioco la figura del montatore, che di comune accordo con il regista e con il direttore della fotografia comincia il suo lavoro.

Dal punto di vista prettamente tecnico, il montaggio si divide in due fasi: il cutting e l’editingron howard tweetil primo è l’insieme di operazioni pratiche (taglio, giunzione, messa in ordine…) che si svolgono al montaggio del film, mentre il secondo è il processo che porta alla costruzione di un senso logico e della narrazione presenti nel film.

Molte volte capita che le stesse scene vengono girate da diverse inquadrature e solo in fase di montaggio venga scelta quella più adatta allo scopo della scena stessa (enfatizzare un sentimento, un’azione, ecc…).

A partire dalla sceneggiatura, il montatore è colui che in un certo senso “riscrive” il film appena finito di girare per farlo avvicinare il più possibile ad essa.

 

 

Passando alla parte pratica, oggigiorno vengono sempre più usati sistemi digitali per il montaggio come software specifici (ad esempio Sony Vegas o After Effects) che hanno migliorato sensibilmente la vita ai montatori. Infatti adesso le varie parti registrate vengono digitalizzate senza perdita di qualità per essere poi manipolate liberamente al computer.Giuntatricecatozzo

Un tempo invece, la tecnica più utilizzata era quella della “pressa Catozzo“, dal nome di uno dei montatori di fiducia di Federico Fellini. Essa consisteva nel ritagliare manualmente la pellicola e, dopo averla modificata, reincollarla tramite del nastro adesivo, un procedimento molto simile a quello usato ancora oggi dai proiezionisti che incollano le parti di una pellicola prima di proiettarle al cinema.

 

Una volta finito il montaggio, si passerà all’applicazione degli effetti speciali e alla color correction.

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