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Recensione Film – Il Diritto di Contare #RoadToOscars

Genere: Drammatico, biografico.

 

Trama: Basato su una storia vera, il film racconta la storia di tre donne afroamericane che lavorano alla Nasa come ‘computers‘ (ovvero calcolatori) proprio durante il periodo della corsa allo spazio, che vide contrapporsi gli Stati Uniti all’Unione Sovietica.

Katherine Johnson (interpretata da Taraji P. Henson) sin da piccola dimostra una certa predisposizione ai numeri: viene infatti ammessa all’università della West Virginia, che fino ad allora non aveva mai permesso l’accesso ad una persona di colore.

Dopo la sua laurea, viene assunta alla Nasa in qualità di matematica e grande esperta di geometria analitica, insieme alle sue colleghe Dorothy Vaughan (Octavia Spencer) e Mary Jackson (Janelle Monàe). Tutte e tre sono impiegate nel centro di calcolo della Nasa in cui fanno tutti i calcoli necessari per il lancio delle missioni spaziali, ancora prima della nascita dei primi computer.

Il diritto di contare

In piena era di segregazione razziale, le persone di colore erano costrette a non frequentare gli stessi locali delle persone bianche, e persino i bagni erano separati.

Un giorno, sia Katherine che Mary vengono riassegnate in una posizione migliore: Katherine viene presa come calcolatore nello Space Task Force, mentre Mary deve controllare il corretto funzionamento delle capsule di rientro dallo spazio.

Katherine si ritrova ad essere l’unica donna, per di più di colore, in una squadra composta da soli uomini che fanno riferimento al capo ingegnere Paul Stafford (Jim Parsons) e al capo della squadra Al Harrison (Kevin Costner). Nell’edificio dove lavora, non ci sono dei bagni riservati alle persone di colore, quindi Katherine è costretta a tornare nel suo vecchio ufficio per poter usare il bagno.

 

Mary, intanto, sta progredendo nel suo reparto, e grazie alla spinta del suo capo, fa ufficiale richiesta presso un tribunale per poter frequentare le lezioni all’università per poi diventare ingegnere. La sua richiesta viene accolta dal giudice che però le concede di poter frequentare soltanto le lezioni serali, diventando quindi la prima donna di colore a laurearsi in ingegneria presso l’università degli Hamptons.Hidden-Figures-1

Katherine, costretta a lasciare l’edificio ogni volta che ha necessità del bagno, si fa notare nel suo ufficio per la qualità dei suoi calcoli e quando il suo capo le chiede dove si rechi ogni volta che esce dall’ufficio, lei risponde in lacrime denunciando la condizione dei dipendenti di colore all’interno della Nasa.

Dopo questo suo sfogo, Harrison decide di distruggere ogni cartello che distingue la differenza di razza all’interno del complesso, e concede a Katherine di partecipare alle riunioni che riguardano i lanci spaziali. Qui Katherine conosce il pilota John Glenn, che rimane impressionato dai suoi calcoli.

Nel frattempo, Dorothy fa richiesta al suo capo, Mrs. Mitchell (Kirsten Dunst), per poter diventare supervisore della squadra di calcolo composta da donne di colore, ma senza alcun successo. Scopre che la Nasa ha comprato un nuovissimo IBM 7090, il primissimo calcolatore elettronico usato in un lancio spaziale, capace di eseguire ben 25000 calcoli al secondo. Il diritto di contare

Quando capisce che quella macchina potrebbe togliere il lavoro a tutta la sua squadra, Dorothy cerca di imparare il nuovo linguaggio di programmazione Fortran, necessario al funzionamento della macchina, che nemmeno i più bravi ingegneri della Nasa sanno usare. Istruisce quindi tutto il suo team, che viene quindi assegnato alla gestione e programmazione del nuovo computer.

Quando è finalmente giunta l’ora del lancio del razzo Friendship 7, Glenn si rifiuta di partire senza aver avuto prima la conferma da parte di Katherine, che era stata nel frattempo sollevata dal suo incarico nel team spaziale, sui calcoli che riguardano il sito di atterraggio. Dopo quella missione, Katherine viene reintegrata definitivamente nel team e in seguito farà parte della squadra che calcolerà le traiettorie dell’Apollo 11 e 13, le prime missioni ad andare sul suolo lunare.

 

Commento: Hidden Figures (questo il titolo originale del film) parla della storia vera delle ‘figure nascoste’ che stanno dietro le quinte nelle missioni che portarono al primo uomo ad eseguire un intera orbita sulla Terra.

Le tre protagoniste del film, interpretate magistralmente da Taraji P. Henson, Octavia Spencer e Janelle Monàe, sono costrette a sottostare alle leggi di segregazione razziale vigenti negli anni 50 e 60 negli Stati Uniti, che saranno poi demolite grazie al presidente J.F. Kennedy e alle lotte di Martin Luther King.Il diritto di contare

La continua lotta contro la loro condizione, il tentativo di rivalsa e di ribellione contro queste leggi ingiuste, portano le nostre protagoniste a diventare le prime donne afroamericane in ruoli molto importanti all’interno della Nasa, in un periodo che non permetteva loro di essere veramente loro stesse.

I continui riferimenti alla storia americana di quegli anni, tramite scene ricostruite a partire da fotografie dell’epoca, rendono questo film uno dei migliori dal punto di vista della qualità storica e biografica degli ultimi anni. Il montaggio e la fotografia, davvero superbi, sono solo due dei settori nel quale eccelle il film, candidato a tre premi Oscar come Miglior film, Miglior Attrice non Protagonista ad Octavia Spencer e Miglior Sceneggiatura non Originale.

Proprio la sceneggiatura, insieme alla regia, fanno sì che tematiche importanti come la difficile condizione in cui gli afroamericani, soprattutto le donne, sono costretti a vivere durante quegli anni. La volontà di sfuggire a tutto ciò da parte delle protagoniste viene davvero reso in modo chiaro e talvolta esplicito, quando Dorothy dice ai propri figli di non farsi scrupoli nel dimostrare quello che sanno fare, solo perché sono di colore.

Un film davvero ben fatto sotto tutti i punti di vista, che però arriverà in Italia solo dall’8 Marzo prossimo, e quindi dopo la premiazione degli Oscar, che in caso negativo temo relegherà questa pellicola a un ruolo da comprimario e quindi poco visto da molti. Andatelo a vedere, soprattutto se siete appassionati della storia o dello spazio, e non lasciatelo nel dimenticatoio a cui i distributori italiani spesso relegano film di qualità come questo.

Genere: Drammatico, biografico.   Trama: Basato su una storia vera, il film racconta la storia di tre donne afroamericane che lavorano alla Nasa come 'computers' (ovvero calcolatori) proprio durante il periodo della corsa allo spazio, che vide contrapporsi gli Stati Uniti all'Unione Sovietica. Katherine Johnson (interpretata da Taraji P. Henson) sin da piccola dimostra una certa predisposizione ai numeri: viene infatti ammessa all'università della West Virginia, che fino ad allora non aveva mai permesso l'accesso ad una persona di colore. Dopo la sua laurea, viene assunta alla Nasa in qualità di matematica e grande esperta di geometria analitica, insieme alle sue colleghe Dorothy Vaughan (Octavia Spencer) e Mary Jackson (Janelle Monàe). Tutte e tre sono impiegate nel centro di calcolo della Nasa in cui fanno tutti i calcoli necessari per il lancio delle missioni spaziali, ancora prima della nascita dei primi computer. In piena era di segregazione razziale, le persone di colore erano costrette a non frequentare gli stessi locali delle persone bianche, e persino i bagni erano separati. Un giorno, sia Katherine che Mary vengono riassegnate in una posizione migliore: Katherine viene presa come calcolatore nello Space Task Force, mentre Mary deve controllare il corretto funzionamento delle capsule di rientro dallo spazio. Katherine si ritrova ad essere l'unica donna, per di più di colore, in una squadra composta da soli uomini che fanno riferimento al capo ingegnere Paul Stafford (Jim Parsons) e al capo della squadra Al Harrison (Kevin Costner). Nell'edificio dove lavora, non ci sono dei bagni riservati alle persone di colore, quindi Katherine è costretta a tornare nel suo vecchio ufficio per poter usare il bagno.   Mary, intanto, sta progredendo nel suo reparto, e grazie alla spinta del suo capo, fa ufficiale richiesta presso un tribunale per poter frequentare le lezioni all'università per poi diventare ingegnere. La sua richiesta viene accolta dal giudice che però le concede di poter frequentare soltanto le lezioni serali, diventando quindi la prima donna di colore a laurearsi in ingegneria presso l'università degli Hamptons. Katherine, costretta a lasciare l'edificio ogni volta che ha necessità del bagno, si fa notare nel suo ufficio per la qualità dei suoi calcoli e quando il suo capo le chiede dove si rechi ogni volta che esce dall'ufficio, lei risponde in lacrime denunciando la condizione dei dipendenti di colore all'interno della Nasa. Dopo questo suo sfogo, Harrison decide di distruggere ogni cartello che distingue la differenza di razza all'interno del complesso, e concede a Katherine di partecipare alle riunioni che riguardano i lanci spaziali. Qui Katherine conosce il pilota John Glenn, che rimane impressionato dai suoi calcoli. Nel frattempo, Dorothy fa richiesta al suo capo, Mrs. Mitchell (Kirsten Dunst), per poter diventare supervisore della squadra di calcolo composta da donne di colore, ma senza alcun successo. Scopre che la Nasa ha comprato un nuovissimo IBM 7090, il primissimo calcolatore elettronico usato in un lancio spaziale, capace di eseguire ben 25000 calcoli al secondo.  Quando capisce che quella macchina potrebbe togliere il lavoro a tutta la sua squadra,…

Il Diritto di Contare

8.5

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Il Diritto di Contare

Il Diritto di Contare
8.6

Regia

8.4 /10

Fotografia

8.6 /10

Sceneggiatura

9.1 /10

Colonne Sonore

8.3 /10

Costumi & Trucchi

8.4 /10

PRO

  • Tematiche affrontate nel modo giusto
  • Interpretazione di tutto il cast

Autore dell'articolo: Antonio Fiasconaro

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