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Recensione Film – Arrival #RoadToOscars

Genere: Fantascienza.

 

Trama: L’arrivo di dodici grandi monoliti di origine sconosciuta fa precipitare il mondo nel caos. Nessuno sa quale sia il motivo per cui questi grandi oggetti siano arrivati nel nostro pianeta e cosa fare in questa precisa circostanza.

La dottoressa Louise Banks (una meravigliosa Amy Adams) è una famosa linguista che viene contattata dal colonnello Weber (Forest Whitaker) per cercare di mettersi in comunicazione con gli esseri all’interno di uno dei dodici monoliti atterrato in Montana.

Insieme a lei viene chiamato il fisico teorico Ian Donnelly (interpretato da Jeremy Renner), che si dimostra sin dall’inizio molto entusiasta della situazione. arrival-1Per stabilire un primo contatto, i due vengono mandati all’interno del monolito con poche strumentazioni a loro disposizione. Poiché questi esseri usano una lingua a tutti sconosciuta, Louise decide di provare con un approccio diverso.

Infatti, quando ritorna nuovamente lì dentro, porta con sé una lavagnetta su cui scrive ‘Human‘, indicando sé stessa e tutti coloro accanto a lei. Gli heptapodi, così chiamati a causa delle loro sette zampe, rispondono con un misterioso glifo che nessuno riesce ancora a capire.

Diversi sogni su una vita che sembra la sua, ma che non le appartiene, portano Louise a chiedersi se ci sia una connessione con le creature appena arrivate.

Nel frattempo, nei diversi luoghi dove sono atterrati i monoliti, le diverse nazioni collaborano per capire cosa in effetti queste misteriose creature vogliano davvero. Dopo diverse volte in cui Louise da le basi della nostra lingua agli heptapodi, incautamente si toglie il casco protettivo, mettendo a rischio la sua vita, ma fortunatamente ne esce incolume.

Capisce quindi che gli strani segni che formano gli heptapodi sono ben più di semplici parole, bensì sono frasi complesse di senso compiuto. Pressata dal colonnello Weber, deve cercare di porre agli esseri la più importante delle domande: ‘Qual è il loro scopo sul nostro pianeta?‘.

Riesce quindi a stabilire un contatto, molto personale, con le creature venute dallo spazio, e a farsi rivelare quello per cui sono venuti sulla Terra: vogliono offrire una nuova ‘arma’ o strumento. Quando le altre potenze mondiali come la Cina e la Russia decidono di attaccare militarmente i monoliti sul loro territorio, Louise deve cercare di fermare lo scoppio di una guerra, riuscendo a trovare la soluzione all’ultimo messaggio lasciato dagli heptapodi: lo strumento che in realtà offrono è il tempo.

 

Commento: Arrival è un film davvero molto difficile da comprendere sin dall’inizio. Louise soffre infatti di molte allucinazioni su quella che sembrerebbe la sua vita passata, ma che in realtà si rivela essere molto di più.

La perfetta regia di Denis Villeneuve e la sceneggiatura, basata sul racconto ‘Storia della tua vita’ di Ted Chiang, mantengono una suspence che dura dall’inizio alla fine del film, in cui finalmente lo spettatore riesce a capire il tutto mettendo insieme i pezzi del puzzle creato sapientemente.arrival-language

Amy Adams è perfetta nella sua interpretazione di Louise: ogni scena che la vede triste o perplessa è particolarmente intuibile anche solo dalle espressioni facciali della Adams, così come l’interesse che Louise prova verso la nuova lingua aliena sembra essere proprio il vero interesse di Amy.

Interessante anche l’interpretazione di Jeremy Renner, molto diversa dai ruoli d’azione a cui ci ha abituato recentemente. Qui sembra essere autentico, spontaneo; nonostante sia solamente un personaggio secondario, riesce a dare la sua impronta all’intera pellicola.

La fotografia regala scene (a mio modesto parere) indimenticabili, con paesaggi naturali o cittadini che si contrappongono alla maestosità dei dodici monoliti. Unica nota per me negativa è la colonna sonora, che tenta di ripercorrere quella dei classici del genere degli anni ’80, ma non si adatta bene alle scene in cui è posta, lasciando alle sole immagini il compito di catturare l’attenzione dello spettatore.

Genere: Fantascienza.   Trama: L'arrivo di dodici grandi monoliti di origine sconosciuta fa precipitare il mondo nel caos. Nessuno sa quale sia il motivo per cui questi grandi oggetti siano arrivati nel nostro pianeta e cosa fare in questa precisa circostanza. La dottoressa Louise Banks (una meravigliosa Amy Adams) è una famosa linguista che viene contattata dal colonnello Weber (Forest Whitaker) per cercare di mettersi in comunicazione con gli esseri all'interno di uno dei dodici monoliti atterrato in Montana. Insieme a lei viene chiamato il fisico teorico Ian Donnelly (interpretato da Jeremy Renner), che si dimostra sin dall'inizio molto entusiasta della situazione. Per stabilire un primo contatto, i due vengono mandati all'interno del monolito con poche strumentazioni a loro disposizione. Poiché questi esseri usano una lingua a tutti sconosciuta, Louise decide di provare con un approccio diverso. Infatti, quando ritorna nuovamente lì dentro, porta con sé una lavagnetta su cui scrive 'Human', indicando sé stessa e tutti coloro accanto a lei. Gli heptapodi, così chiamati a causa delle loro sette zampe, rispondono con un misterioso glifo che nessuno riesce ancora a capire. Diversi sogni su una vita che sembra la sua, ma che non le appartiene, portano Louise a chiedersi se ci sia una connessione con le creature appena arrivate. Nel frattempo, nei diversi luoghi dove sono atterrati i monoliti, le diverse nazioni collaborano per capire cosa in effetti queste misteriose creature vogliano davvero. Dopo diverse volte in cui Louise da le basi della nostra lingua agli heptapodi, incautamente si toglie il casco protettivo, mettendo a rischio la sua vita, ma fortunatamente ne esce incolume. Capisce quindi che gli strani segni che formano gli heptapodi sono ben più di semplici parole, bensì sono frasi complesse di senso compiuto. Pressata dal colonnello Weber, deve cercare di porre agli esseri la più importante delle domande: 'Qual è il loro scopo sul nostro pianeta?'. Riesce quindi a stabilire un contatto, molto personale, con le creature venute dallo spazio, e a farsi rivelare quello per cui sono venuti sulla Terra: vogliono offrire una nuova 'arma' o strumento. Quando le altre potenze mondiali come la Cina e la Russia decidono di attaccare militarmente i monoliti sul loro territorio, Louise deve cercare di fermare lo scoppio di una guerra, riuscendo a trovare la soluzione all'ultimo messaggio lasciato dagli heptapodi: lo strumento che in realtà offrono è il tempo.   Commento: Arrival è un film davvero molto difficile da comprendere sin dall'inizio. Louise soffre infatti di molte allucinazioni su quella che sembrerebbe la sua vita passata, ma che in realtà si rivela essere molto di più. La perfetta regia di Denis Villeneuve e la sceneggiatura, basata sul racconto 'Storia della tua vita' di Ted Chiang, mantengono una suspence che dura dall'inizio alla fine del film, in cui finalmente lo spettatore riesce a capire il tutto mettendo insieme i pezzi del puzzle creato sapientemente. Amy Adams è perfetta nella sua interpretazione di Louise: ogni scena che la vede triste o perplessa è particolarmente intuibile anche solo dalle espressioni facciali…

Arrival

8.3 - 8.3

8.3

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8

Arrival

Arrival
8.3

Regia

8.6 /10

Fotografia

8.4 /10

Sceneggiatura

9.2 /10

Colonne Sonore

7.6 /10

Costumi & Trucchi

7.8 /10

PRO

  • Amy Adams: bellissima e bravissima
  • Trama molto avvincente
  • Regia e sceneggiatura

CONTRO

  • Colonna sonora retrò, ma non molto riuscita

Autore dell'articolo: Antonio Fiasconaro

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