giornata memoria

I 5 (+1) Film da guardare nella Giornata della Memoria

Il 27 Gennaio è, come ben noto, la Giornata della Memoria, istituita dalle Nazioni Unite per ricordare tutte le tragiche vittime ebree e non solo nei campi di concentramento avvenute durante la Seconda Guerra Mondiale.

La data del 27 non è affatto casuale: infatti in questo giorno del 1945, le truppe russe riuscirono a liberare il famoso (purtroppo) campo di concentramento e di sterminio di Auschwitz.

Nella storia del cinema, molte pellicole hanno raccontato questi tragici avvenimenti, da diversi punti di vista e in diversi modi. Oggi, proprio per non far perdere la memoria, consigliamo 5 film da guardare sull’Olocausto.

 

Il bambino con il pigiama a righe

Tratto dall’omonimo romanzo di John Boyne (che consiglio vivamente di leggere), narra delle vicende del giovane tedesco Bruno, figlio del comandante di un campo di concentramento,Il_bambino_con_il_pigiama_a_righe ignaro di tutti gli orrori che vengono commessi all’interno del campo, che lui crede essere una fattoria.

Durante le sue esplorazioni dei dintorni della sua casa molto vicina al campo, Bruno fa amicizia con Shmuel, un bambino ebreo suo coetaneo che si trova dall’altro lato del filo spinato.

Sfuggendo all’autorità della madre e alle leggi razziali dell’epoca, Bruno riuscirà a superare il muro d’odio e raggiungere l’amico Shmuel.

 

Il Pianista

Probabilmente il più famoso film sull’Olocausto, diretto da Roman Polanski e con uno straordinario Adrien Brody (entrambi vincitori del premio Oscar per il loro lavoro in questa pellicola), ‘Il Pianista’ riprende la storia vera del pianista Wladyslaw Szpilman, un ebreo di Varsavia che è costretto a rinunciare
alla sua vita precedente in seguito all’invasione tedesca in Polonia, che dà inizio alla Seconda Guerra Mondiale.il pianista

Quando iniziano le deportazioni verso i campi di concentramento, Wladyslaw, prima di salire sul treno, viene portato via da un soldato e riesce a rifugiarsi in una casa sicura grazie all’aiuto di una vecchia amica. Dopo essere stato scoperto da una vicina, è costretto a spostarsi in una casa del settore tedesco della città in cui trova un pianoforte che deve solo far finta di suonare per non farsi scoprire di nuovo.

Dopo l’offensiva russa per liberare Varsavia, Wladyslaw, scampato alla distruzione della città, vaga da solo nel ghetto alla ricerca di cibo. Quando finalmente lo trova, viene però scoperto da un ufficiale tedesco, che scoperta la sua professione, lo porta davanti a un pianoforte e lo invita a suonare. Colpito dalla sua performance, l’ufficiale decide di aiutarlo fino a quando l’armata russa entra a Varsavia e libera la città, nonché lo stesso Wladyslaw.

 

La vita è bella

Il film di Roberto Benigni (vincitore anche lui del premio Oscar) è una delle opere più celebri riguardo l’Olocausto. La pellicola viene presentata dal punto di vista di un bambino ebreo italiano e della storia d’amore dei suoi genitori durante il periodo della Seconda Guerra Mondiale.

Il protagonista, Guido Orefice, è un giocoso cameriere ebreo, che si innamora di Dora, la fidanzata di un burocrate fascista. Grazie a diversi stratagemmi, Guido riesce a far innamorare di lui anche Dora, che lascia il fidanzato per scappare con Guido. Dal loro amore nasce il piccolo Giosuè, ma dopo alcuni anni, in seguitscena-la-vita-e-bellao all’occupazione nazista, Guido e la sua famiglia vengono catturati e deportati in un campo di lavoro.

Per non mostrare le atrocità che avvengono nel lager, Guido decide di mentire al figlio dicendo che stavano facendo un grande gioco in cui alla fine il premio sarebbe stato un vero carro armato. Grazie a questa bugia, Guido riesce a salvare il figlio, fino a quando una notte, visto da un ufficiale tedesco, viene catturato e in seguito fucilato.

Il giorno seguente il campo viene liberato dagli americani e il piccolo Giosuè esce finalmente dal suo nascondiglio vedendo sorpreso il carro armato e potendo riabbracciare finalmente la propria madre.

 

 

Schindler’s List

Poco dopo l’inizio della Seconda Guerra Mondiale, nella città di Cracovia, gli ebrei sono costretti a spostarsi nel ghetto della città, vicino al quale l’imprenditore tedesco Oskar Schindler decide di aprire una fabbrica.

Grazie al lavoro ottenuto nella fabbrica, molte famiglie ebree riescono a sfuggire alla deportazione di massa verso i campi di concentramento. Schindler comincia a guadagnare molto e i suoi dipendenti non se la passano neanche male rispetto agli altri ebrei rimasti in città, finché un nuovo generale tedesco arriva in città e fa chiudere la fabbrica.

schindlers-list1Ormai affezionatosi ai suoi dipendenti, Schindler decide di convertire la sua fabbrica da civile a militare e acquisisce molte amicizie tra i soldati tedeschi e i capi del nuovo campo di sterminio situato nei dintorni della città. Riesce quindi a salvare numerosi ragazzi ebrei dall’orribile destino a essi designato.

Dopo aver deciso di spostare la sua fabbrica in Moravia, Schindler è costretto a comprare tutti i suoi dipendenti dall’ufficiale tedesco a comando della città. Saliti tutti sul treno che li dovrebbe portare in salvo, si scopre però che a causa di un errore, il treno è destinato verso Auschwitz. Grazie a un accordo commerciale con il capo del campo riesce ad arrivare finalmente alla sua originale destinazione.

Quando la guerra volge al termine, con le armate russe alle porte della Germania, Schindler, ufficialmente ancora membro del partito nazista capisce di rischiare la vita, ma tutti i suoi dipendenti gli consegnano una lettera con le loro firme che spiegano che lui ha salvato loro la vita.

 

Jona che visse nella balena

Questo è un film tratto dall’omonimo romanzo autobiografico di Jona Oberrski, un bambino ebreo di soli 4 anni che viene internato in un campo di concentramento insieme alla sua famiglia. Jona, ancora troppo piccolo per capire quello che realmente sta succedendo,jona somatizza tutte le atrocità che vede e il forzato distacco del padre, che purtroppo muore per la fatica.

Nel campo Jona passerà gli anni della guerra, subendo molte violenze, anche dagli altri bambini, e riuscendo a vedere la madre solo in poche occasioni, nel quale gli ripete: “Guarda sempre in alto e non odiare nessuno”.

Dopo la fine della guerra, la madre muore in un ospedale psichiatrico e Jona viene adottato da una famiglia di Amsterdam, che gli permette di crescere bene e diventare uno scienziato.

 

Vento di Primavera

Vento di Primavera è uno di quei film che normalmente non viene subito in mente quando si parla di olocausto, ma sicuramente la sua visione vi riserverà delle belle sorprese.

Il film, ambientato nella Francia dell’occupazione nazista, racconta della retata del Velodromo d’Inverno a Parigi dal punto di vista del piccolo Joseph. In quest’occasione quasi 15 mila ebrei tra uomini, donne e bambini vengono strappati alle loro case e portate al Vel d’Hiv. Nel velodromo, le condizioni di vita sono precarie e il cibo scarseggia.vento-di-primavera

Grazie all’eroico gesto del comandante dei vigili del fuoco, gli occupanti del velodromo vengono dissetati e i poliziotti di guardia non possono che tacere. Dopo due giorni però gli ebrei vengono trasferiti in un campo di transito nella regione della Loira, dove incontrano condizioni durissime e molti di loro muoiono. Annette, l’infermiera del velodromo, che aveva a cuore la condizione di tutti denuncia le condizioni in cui versano gli ebrei, purtroppo senza alcun esito.

Pochi giorni dopo, i prigionieri più grandi vengono portati a un treno diretto ad
Auschwitz, mentre solo i più piccoli riescono a rimanere. Capendo che la situazione sta peggiorando, Joseph e un suo amico fuggono e riescono a salvarsi, diversamente da tutti gli altri bambini che verranno uccisi ad Auschwitz. Alla fine della guerra, Joseph e Annette si rincontrano in un hotel riservato ai sopravvissuti ai campi di sterminio.

Autore dell'articolo: Antonio Fiasconaro

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *