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Recensione Film – AIR

Genere: Thriller, Post-apocalittico Trama: Dopo che una guerra batteriologica ha devastato il mondo e reso l'aria irrespirabile, il governo degli Stati Uniti ha deciso di mantenere in un sonno criogenico i migliori scienziati del mondo, dentro dei bunker collocati sotto terra. In uno di questi stabilimenti si trovano Cartwright (Djimon Hounsou) e Bauer (Norman Reedus), che ogni sei mesi si svegliano soltanto due ore per mantenere in vita gli scienziati e controllare la salvaguardia dell'intero bunker, nell'attesa di ripopolare la superficie quando il livello di tossicità permetterà di nuovo la vita. Air è un film un po' atipico: tutte le scene si svolgono all'interno del bunker e con la partecipazione di soli tre attori. Proprio questo particolare permette allo spettatore di percepire lo stato di solitudine e vuoto che provano i due tuttofare nelle sole due ore che hanno a disposizione. Le importanti performance dei due attori protagonisti, sono tuttavia bilanciate da una scarsa fotografia, e la regia è sia fantastica che dimenticabile. Essa rende sicuramente omaggio ai vari romanzi distopici che sono usciti durante gli anni ottanta, con un taglio stilistico cui si avvicina (facendola diventare sia un pregio che un difetto).

AIR - I Custodi del Risveglio

6.7

6.7

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67

Genere: Thriller, Post-apocalittico

Trama: Dopo che una guerra batteriologica ha devastato il mondo e reso l’aria irrespirabile, il governo degli Stati Uniti ha deciso di mantenere in un sonno criogenico i migliori scienziati del mondo, dentro dei bunker collocati sotto terra.
In uno di questi stabilimenti si trovano Cartwright (Djimon Hounsou) e Bauer (Norman Reedus), che ogni sei mesi si svegliano soltanto due ore per mantenere in vita gli scienziati e controllare la salvaguardia dell’intero bunker, nell’attesa di ripopolare la superficie quando il livello di tossicità permetterà di nuovo la vita.

Air è un film un po’ atipico: tutte le scene si svolgono all’interno del bunker e con la partecipazione di soli tre attori. Proprio questo particolare permette allo spettatore di percepire lo stato di solitudine e vuoto che provano i due tuttofare nelle sole due ore che hanno a disposizione.

Le importanti performance dei due attori protagonisti, sono tuttavia bilanciate da una scarsa fotografia, e la regia è sia fantastica che dimenticabile. Essa rende sicuramente omaggio ai vari romanzi distopici che sono usciti durante gli anni ottanta, con un taglio stilistico cui si avvicina (facendola diventare sia un pregio che un difetto).

6.7

Regia

6.8 /10

Fotografia

6.5 /10

Sceneggiatura

7.2 /10

Colonne Sonore

6.6 /10

Costumi & Trucchi

6.4 /10

Autore dell'articolo: Antonio Fiasconaro

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