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REBIRTH: cammino verso la rinascita interiore o turbolenta perdita d’identità?

Genere: Thriller Psicologico Quando si legge per la prima volta il titolo di questo film non si può che rimanere incuriositi dalla particolarità dello stesso: a cosa vorrai alludere? Beh, sin dalle prime scene del film è subito chiaro che il punto focale della vicenda è incentrato sulle peripezia del protagonista, tale Kyle (interpretato dall'attore Fran Kranz), che ben presto nel bel mezzo di una solita giornata lavorativa viene travolto dalla visita di un suo ex compagno di college, tale Zack (interpretato dall'attore Adam Goldberg). Quella che sembrava una semplice visita di cortesia da parte di un vecchio amico si rivelerà per Kyle un'autentica sfida per sé ma soprattutto per la sua anima. Sin da subito il nostro protagonista si ritroverà a dover combattere contro "personaggi" di vario tipo e temperamento che metteranno a dura prova tutte le sue certezze, o quello che Kyle pensava fossero certezza fino al momento dell'arrivo a Rebirth, la vita da padre di famiglia dedito solo alla moglie e alla figlia e contemporaneamente umile lavoratore di una banca in cui ha un ruolo più che marginale. L'aspetto più interessante dell'intero film è questa profonda contrapposizione tra l'io di Kyle e il nuovo mondo che gli viene mostrato: più i personaggi di questo nuovo mondo lo spingono all'interno di esso e più egli si sente turbato da ciò; ecco perché Kyle si ritrova costantemente ad un bivio che spesso affronta con insicurezza e paura. Proprio la paura fa da padrone fra le forti emozioni provate dal protagonista in tutte le fasi del film: l'aspetto emozionale è particolarmente importante nella trattazione della trama e malgrado non si sappia mai nulla della vita dei personaggi incontrati durante il film essi rappresentano quasi una tappa fondamentale per ogni tappa di "rinascita" di Kyle. Per tutta la durata del film colpisce un'aspetto in particolare, lascelta del regista di far trasparire il profondo cambiamento di Kyle nella ricerca di una nuova identità, migliore della precedente, perchè diversa dal profondo stato di apparente perdita della stessa mostrata fino al momento dell'incontro dell'amico Zack. Non solo emozioni ma anche una grande padronanza delle inquadrature, sfruttate per permettere allo spettatore di immedesimarsi totalmente nelle vicende di Kyle, e soprattutto un pregevole uso di luce ed ombre deliniamo un'atmosfera cupa e nebrosa atta a rappresentare l'animo di Kyle stesso. Da segnalare le splendide interpretazioni degli attori Fran Kranz e di Adam Goldberg e della straordinaria Nicky Whelan. Pregevolissimo lavoro ma se vogliamo trovare delle pecche le incanalerei nella mancata profondità delle tracce musicali inserite: esse appaiono troppo discostate dal contesto trattato e a volte addirittura poco coinvolgenti (d'altronde in questo film sono le emozioni a fare da padrone della scena). Ispirazione: Documentario giapponese del 2011 dell'omonimo titolo Voto Regia: 7,5 / 10 (Regista: Karl Mueller) Voto Film: 8 / 10

Reviewv

6,6

Consigliato

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66

Genere: Thriller Psicologico

Quando si legge per la prima volta il titolo di questo film non si può che rimanere incuriositi dalla particolarità dello stesso: a cosa vorrai alludere? Beh, sin dalle prime scene del film è subito chiaro che il punto focale della vicenda è incentrato sulle peripezia del protagonista, tale Kyle (interpretato dall’attore Fran Kranz), che ben presto nel bel mezzo di una solita giornata lavorativa viene travolto dalla visita di un suo ex compagno di college, tale Zack (interpretato dall’attore Adam Goldberg).

Quella che sembrava una semplice visita di cortesia da parte di un vecchio amico si rivelerà per Kyle un’autentica sfida per sé ma soprattutto per la sua anima.

Sin da subito il nostro protagonista si ritroverà a dover combattere contro “personaggi” di vario tipo e temperamento che metteranno a dura prova tutte le sue certezze, o quello che Kyle pensava fossero certezza fino al momento dell’arrivo a Rebirth, la vita da padre di famiglia dedito solo alla moglie e alla figlia e contemporaneamente umile lavoratore di una banca in cui ha un ruolo più che marginale.

L’aspetto più interessante dell’intero film è questa profonda contrapposizione tra l’io di Kyle e il nuovo mondo che gli viene mostrato: più i personaggi di questo nuovo mondo lo spingono all’interno di esso e più egli si sente turbato da ciò; ecco perché Kyle si ritrova costantemente ad un bivio che spesso affronta con insicurezza e paura.

Proprio la paura fa da padrone fra le forti emozioni provate dal protagonista in tutte le fasi del film: l’aspetto emozionale è particolarmente importante nella trattazione della trama e malgrado non si sappia mai nulla della vita dei personaggi incontrati durante il film essi rappresentano quasi una tappa fondamentale per ogni tappa di “rinascita” di Kyle.

Per tutta la durata del film colpisce un’aspetto in particolare, lascelta del regista di far trasparire il profondo cambiamento di Kyle nella ricerca di una nuova identità, migliore della precedente, perchè diversa dal profondo stato di apparente perdita della stessa mostrata fino al momento dell’incontro dell’amico Zack.

Non solo emozioni ma anche una grande padronanza delle inquadrature, sfruttate per permettere allo spettatore di immedesimarsi totalmente nelle vicende di Kyle, e soprattutto un pregevole uso di luce ed ombre deliniamo un’atmosfera cupa e nebrosa atta a rappresentare l’animo di Kyle stesso.

Da segnalare le splendide interpretazioni degli attori Fran Kranz e di Adam Goldberg e della straordinaria Nicky Whelan.

Pregevolissimo lavoro ma se vogliamo trovare delle pecche le incanalerei nella mancata profondità delle tracce musicali inserite: esse appaiono troppo discostate dal contesto trattato e a volte addirittura poco coinvolgenti (d’altronde in questo film sono le emozioni a fare da padrone della scena).

Ispirazione: Documentario giapponese del 2011 dell’omonimo titolo

Voto Regia: 7,5 / 10 (Regista: Karl Mueller)
Voto Film: 8 / 10

Autore dell'articolo: Gabriele Dell'Aria

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