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Punti di Vista – Vita di Pi

Ancora una volta è arrivato il momento di scoprire i nostri ‘Punti di Vista’ su un film molto apprezzato e di altissima qualità che è riuscito ad accaparrarsi ben 4 premi Oscar nell’edizione del 2013: Miglior Regia ad Ang Lee, Migliore Fotografia, Migliori Effetti Speciali e Miglior Colonna Sonora.


 

Trama: L’ormai adulto Pi racconta la sua storia ad un giornalista interessato a scrivere della sua vita, ripercorrendola attraverso un lunghissimo flashback che ricopre quasi tutta la durata del film.

Life.of_.Pi_.2012.720p.BRrip_.x264.GAZ_.YIFY22-30-26Sin da bambino, il piccolo Piscine Molitor Patel (questo il vero nome del ragazzo), viene deriso da tutti gli altri bambini per via del suo nome, con storpiature di ogni genere, finché il primo giorno delle scuole medie decide di abbreviare il suo nome in Pi e, dopo averne imparate le cifre, trascrive sulla lavagna il famoso numero greco, diventando così “il ragazzo del Pi greco”.

Man mano che diventa più grande, Pi si pone numerose domande sulla vita e sulla morte, e soprattutto sulle religioni, arrivando a seguirne anche tre contemporaneamente (cristianesimo, induismo e islamismo). Crede che anche gli animali abbiano un’anima e prova a nutrire la tigre dello zoo del padre, che per un errore strano fu chiamata Richard Parker.

Per dimostrargli che gli animali non sono come gli uomini, suo padre lega una capra alle sbarre di Richard Parker, che inevitabilmente la sbrana senza rimorsi, con lo shockato Pi a osservare inerme l’intera scena. A causa delle difficili condizioni della famiglia, i suoi genitori decidono di lasciare l’India per trasferirsi in Canada e, una volta venduti gli animali, trovare un nuovo lavoro e ricominciare da zero.

vitapisaveDurante il tragitto però, una violenta tempesta fa affondare la nave e con essa tutto il suo equipaggio. Gli unici a salvarsi su una scialuppa d’emergenza sono Pi, una zebra, una iena e un orango. Molto presto la iena sbrana la zebra e dopo una lunga lotta uccide anche l’orango, l’unico ‘amico’ di Pi. Nel tentativo di vendicarsi, Pi si scaglia contro la iena, ma improvvisamente dalla coperta della piccola imbarcazione esce Richard Parker, che uccide la iena e costringe Pi a gettarsi in acqua.

Con strumenti di fortuna quali remi e giubbotti di salvataggio, Pi costruisce una piccola zattera, che usa come rifugio dalla tigre, che non può saltare dalla scialuppa. A poco a poco, poiché entrambi cominciano ad essere affamati e stanchi, Pi cerca di ammaestrare la tigre, o quantomeno di renderla più docile. Ottiene la sua fiducia facendole mangiare dei pesci e dandole da bere acqua piovana.

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Dopo aver superato un altra tempesta e aver vagato per tantissimi giorni in pieno oceano, Pi e Richard Parker arrivano finalmente sulle coste del Messico, dove la tigre si rifugerà in mezzo alla foresta e Pi verrà soccorso dagli abitanti del luogo.

Quando i medici ascoltano la sua storia, capiscono che non è del tutto vera e chiedono a Pi di raccontare la verità: la storia rimane pressoché la stessa, ma cambiano i personaggi, che diventano uno spietato cuoco al posto della iena, un marinaio ferito al posto della zebra e la madre di Pi al posto dell’orango. La tigre invece non rappresenta un umano in carne ed ossa, bensì la furia vendicativa successiva alla morte della madre.

Non appena viene trovato e portato in salvo, la tigre se ne va, riservando a Pi un solo accenno di un saluto. Dopo aver sentito questa storia, sia il giornalista che i medici prima di lui, convengono che la storia con gli animali sia quella migliore. Pi è comunque riuscito a farsi una nuova vita, sposandosi e avendo due figli.

 

Commento Antonio:

Non ricordo bene come sia arrivato a suo tempo a guardare questo film, so solo che dopo averlo finito per la prima volta, è entrato sicuramente a far parte dei film che porto nel cuore.201410310000836

Sarà per la sua storia difficile narrata attraverso metafore incredibili, o per i suoi effetti speciali a dir poco eccezionali (quasi l’intero film è stato girato in una piscina grande quanto un hangar), non c’è stato un momento in cui mi sia annoiato nella visione di questo film, nonostante esso non sia un thriller o un film d’azione.

 

 

Lo straordinario lavoro del regista Ang Lee, premiato ancora una volta con questo film, non fa altro che arricchire questa pellicola di quel senso che si prova quando un film “è fatto bene”, perché al di là di tutto, questo è un film fatto bene.

Del resto non si vincono quattro premi Oscar in categoria quasi prettamente tecniche così per caso. La fotografia, coadiuvata agli effetti speciali, infatti, rendono scene che potrebbero sembrare normali un incisione nella memoria che resterà per sempre, come la spettacolarità della scena in cui la balena passa sotto la scialuppa di Pi e l’acqua si colora a causa dei microrganismi presenti.

La bravura poi del giovanissimo Suraj Sharma, ha reso tutta la storia quasi come un’avventura da vivere insieme a lui, che si ritrova solo e spaventato in mezzo ad un oceano in compagnia di una tigre feroce.

Come ho già detto, io amo questo film, e proprio per questo consiglierei la sua visione a chiunque piaccia stare per due ore seduto sul divano a gustarsi una pizza, una birra e una storia che vi entrerà nel cuore.

 

Commento Gabriele: Non so bene come riassumere la mia estrema soddisfazione e la mia grande ammirazione sia per il cast del film sia per Ang Lee ma di sicuro so che questo film resterà fra i migliori prodotti cinematografici del genere avventura.

vita_di_pi_primaDal punto di vista della regia si evidenzia un sontuoso lavoro sia nell’amalgamare al meglio i continui flashback e le vicende attuali del Pi adulto sia nella gestione delle scene del Pi più giovane in mezzo al mare.

D’altra parte dal regista di “La tigre e il dragone” (Oscar come miglior film straniero nel 2001) e de “I segreti di Brokeback Mountain” (Oscar e Golden Globe alla regia nel 2006) non si può che attendere film di un certo valore e così è stato anche per “Vita di Pi”.

La fotografia è ben strutturata e fa da pilastro portante all’ottimo asset di effetti speciali utilizzati nel film e premiati come i migliori del 2013.

1Agli effetti speciali si appoggia un magistrale uso della computer-grafica nella ricostruzione degli animali protagonisti della scena, eclatante il caso della tigre sulla scialuppa, che non sembrano affatto artificiali e che anzi innalzano il realismo al punto da rendere vera la scena.

Dal punto di vista sonoro però a spuntarla sulle numerose nomination è la colonna sonora che, con grande merito, viene giustamente premiata come migliore dei film del 2013 e che contribuisce ad innalzare sentimenti di compassione verso il protagonista e d’immedesimazione nella scena.

Insomma si tratta di un film molto commovente e ben riuscito che ha saputo emozionare grazie al suo realismo e la sua genuinità di trama, anche se queste non è originale.

Lo consiglierei a chiunque voglia emozionarsi nuovamente davanti alla schermo.

Ancora una volta è arrivato il momento di scoprire i nostri 'Punti di Vista' su un film molto apprezzato e di altissima qualità che è riuscito ad accaparrarsi ben 4 premi Oscar nell'edizione del 2013: Miglior Regia ad Ang Lee, Migliore Fotografia, Migliori Effetti Speciali e Miglior Colonna Sonora.   Trama: L'ormai adulto Pi racconta la sua storia ad un giornalista interessato a scrivere della sua vita, ripercorrendola attraverso un lunghissimo flashback che ricopre quasi tutta la durata del film. Sin da bambino, il piccolo Piscine Molitor Patel (questo il vero nome del ragazzo), viene deriso da tutti gli altri bambini per via del suo nome, con storpiature di ogni genere, finché il primo giorno delle scuole medie decide di abbreviare il suo nome in Pi e, dopo averne imparate le cifre, trascrive sulla lavagna il famoso numero greco, diventando così "il ragazzo del Pi greco". Man mano che diventa più grande, Pi si pone numerose domande sulla vita e sulla morte, e soprattutto sulle religioni, arrivando a seguirne anche tre contemporaneamente (cristianesimo, induismo e islamismo). Crede che anche gli animali abbiano un'anima e prova a nutrire la tigre dello zoo del padre, che per un errore strano fu chiamata Richard Parker. Per dimostrargli che gli animali non sono come gli uomini, suo padre lega una capra alle sbarre di Richard Parker, che inevitabilmente la sbrana senza rimorsi, con lo shockato Pi a osservare inerme l'intera scena. A causa delle difficili condizioni della famiglia, i suoi genitori decidono di lasciare l'India per trasferirsi in Canada e, una volta venduti gli animali, trovare un nuovo lavoro e ricominciare da zero. Durante il tragitto però, una violenta tempesta fa affondare la nave e con essa tutto il suo equipaggio. Gli unici a salvarsi su una scialuppa d'emergenza sono Pi, una zebra, una iena e un orango. Molto presto la iena sbrana la zebra e dopo una lunga lotta uccide anche l'orango, l'unico 'amico' di Pi. Nel tentativo di vendicarsi, Pi si scaglia contro la iena, ma improvvisamente dalla coperta della piccola imbarcazione esce Richard Parker, che uccide la iena e costringe Pi a gettarsi in acqua. Con strumenti di fortuna quali remi e giubbotti di salvataggio, Pi costruisce una piccola zattera, che usa come rifugio dalla tigre, che non può saltare dalla scialuppa. A poco a poco, poiché entrambi cominciano ad essere affamati e stanchi, Pi cerca di ammaestrare la tigre, o quantomeno di renderla più docile. Ottiene la sua fiducia facendole mangiare dei pesci e dandole da bere acqua piovana. Dopo aver superato un altra tempesta e aver vagato per tantissimi giorni in pieno oceano, Pi e Richard Parker arrivano finalmente sulle coste del Messico, dove la tigre si rifugerà in mezzo alla foresta e Pi verrà soccorso dagli abitanti del luogo. Quando i medici ascoltano la sua storia, capiscono che non è del tutto vera e chiedono a Pi di raccontare la verità: la storia rimane pressoché la stessa, ma cambiano i personaggi, che diventano uno spietato cuoco al posto della…

Vita di Pi

9.2

Consigliatissimo agli amanti del genere avventura

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Vita di Pi

Vita di Pi
9.2

Costumi

9.3 /10

Regia

9.3 /10

Fotografia

9.3 /10

Sceneggiatura

9.2 /10

Colonne Sonore

9.1 /10

PRO

  • Interpretazione Suraj Sharma
  • Ottimo sonoro
  • Estremo realismo
  • Ottimo uso computer-grafica
  • Ottima fotografia

Autore dell'articolo: Antonio Fiasconaro

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