punti di vista - her

Punti di vista – Her

Terzo appuntamento con ‘Punti di Vista’, l’ormai consueta rubrica di confronto cinematografico, in cui analizzeremo per voi il film “Her” di Spike Jonze.

Trama: In una Los Angeles futuristica, l’introverso e timido Theodore Twombly si guadagna da vivere come scrittore di lettere per conto dei clienti dell’azienda in cui lavora, e passa il tempo libero rilassandosi con i videogiochi e con le chat telefoniche. HER

La sua vita è però profondamente provata dalla tristezza per il divorzo dall’ex moglie Catherine, sua compagna fin dall’infanzia, e quindi egli è spesso malinconico e depresso.

Un giorno, in una consueta giornata di lavoro, viene a conoscenza dello sviluppo di un nuovissimo sistema operativo per PC basato sull’intelligenza artificiale e dotato addirittura di un motore in grado di generare emozioni umane, o qualcosa che ci si avvicina molto.

Incuriosito dalla novità, Theodore installa subito il nuovo OS e rimane piacevolmente colpito da Samantha, l’interfaccia femminile che egli ha prontamente scelto in fase di installazione e che si è autonomamente data un nome. Con il passare del tempo, Theodore trascorre le sue giornate dialogando con Samantha, arrivando a chiederle persino consigli sulla propria vita sentimentale, non proprio idilliaca.

her_trailerPassano i mesi e Theodore è sempre più legato a Samantha, fino al punto in cui, un bel giorno, grazie a Samantha riesce addirittura a vincere la sua paura di innamorarsi della persona sbagliata e accetta l’appuntamento che Amy, vecchia amica di Theodore, gli ha organizzato per cercare di colmare il suo vuoto interiore. L’appuntamento non va però bene, così come i successivi tentativi, quindi Theodore si accorge che l’unica a cui si vuole concedere è il suo OS, Samantha.

Nel frattempo Theodore si è finalmente deciso a firmare il divorzio con Catherine, ma durante una cena fra i due, l’ex moglie espone tutte le sue perplessità rispetto all’amore di Theodore per il suo OS. Il loro profondo e duraturo legame è però destinato a rompersi in una giornata molto controversa, in cui Theodore viene per caso informato da un collega della diffusione dell’OS, del non “esclusività” del loro rapporto.

Profondamente deluso da questa vicenda, Theodore capisce che i veri rapporti sono quelli umani, quando reincontra Amy, che ha vissuto la sua stessa esperienza.

 

Commento Antonio: 

Ricordo ancora bene la prima volta in cui ho visto per la prima volta il film di Spike Jonze. Era la vigilia degli oscar del 2014, e Her era candidato come miglior film e miglior sceneggiatura originale (che ha anche vinto). Mosso dalla curiosità, mi sono subito fiondato nella visione di questo film, che mi è subito entrato nel cuore.

herSarà perché è girato talmente bene che si intuisce perfettamente la visione del regista, oppure per il tema affrontato della mancanza di sentimenti in un mondo sempre più connesso, ma questo film è diventato uno di quelli che riguardo sempre con piacere, quando mi capita l’occasione.

Il primo pensiero che mi venne in mente fu: “arriveremo davvero al punto di amare le macchine e non i nostri simili?”. Ero molto scettico che una situazione del genere si potesse realmente verificare, ma adesso che sono passati quasi 4 anni, molte delle cose descritte nel film non solo si stanno avverando, ma addirittura sono state superate dalla realtà. In america molte persone hanno tentato di sposare Alexa, l’assistente vocale per la casa di Amazon.

Il punto è proprio questo: stiamo perdendo sempre più quelle che sono le relazioni umane che effettivamente ci caratterizzano e ci differenziano dalle altre specie animali. Il progresso tecnologico è andato molto avanti rispetto a qualche anno fa, raggiungendo traguardi inimmaginabili per i nostri predecessori.

herPurtroppo però questa digitalizzazione ci ha portato ad avvicinarci alla storia narrata nel film, dove Theodore (Joaquin Phoenix) vive scrivendo lettere e missive per conto di altre persone, che non sanno più esprimere a parole i loro sentimenti.

La sceneggiatura originale di Spike Jonze, che oltre ad essere il regista è stato anche produttore del film, gli è valsa la vittoria del premio Oscar, e con attori del calibro di Joaquin Phoenix, Amy Adams, Rooney Mara e Olivia Wilde (senza dimenticare Scarlett Johansson che ha prestato la sua voce al sistema operativo intelligente, doppiato in italiano dalla bravissima Micaela Ramazzotti), il film ha ottenuto un vero e proprio successo presso critica e pubblico.

Per le tematiche trattate e la notevole qualità del film sotto ogni punto di vista, mi sento di poterlo consigliare a tutti, magari facendovi una vostra opinione che si relazioni al mondo attuale in cui viviamo, ripensando se qualche anno fa sarebbe stata una cosa così lontana al nostro tempo oppure no.

 

Commento Gabriele:

herCiò è vero che ci fa riflettere sul fatto che non è molto gratificante affezionarsi a tal punto a un software ma dall’altro lato ci mostra anche un altro aspetto che deve essere sottolineato: l’uomo solo può migliorare la sua condizione di tristezza e depressione solo con un interazione che gli provochi empatia e gioia, e se queste ultime emozioni può trovarle in un software, malgrado tutto, è sempre meglio di niente!

Ciò dovrebbe farci riflettere sul fatto che bisognerebbe usare qualsiasi mezzo per uscire dal proprio “guscio depressivo” e cambiare la propria prospettiva della vita in qualsiasi modo, anche i più assurdi e apparentemente inutili.

Il film presenta una trama dai risvolti inattesi e che sorprende sempre di più ma nel complesso presenta una struttura narrativa solida, che non è poco per un film pur sempre di fantascienza, e un uso impeccabile della fotografia nel rendimento della drammaticità delle scene più commoventi e/o drammatiche.

Sicuramente non colpisce per dinamismo, nè scenografico nè attoriale, ma conquista di diritto un posto fra i film che fanno più riflettere nel tema del rapporto fra l’uomo e la tecnologia.

Mi sento, inoltre, di confermare come sia ottima la sceneggiatura e di premiare e colonne sonore del film che se, seppur poche, danno quel pizzico di drammaticità che serve sempre per drammatizzare al meglio.

In conclusione il film risulta piacevole, scorrevole e di pregevole caratura tematica ma per risultare perfetto (o quasi), visto che la perfezione non esiste, sarebbe stato necessario inserire un pizzico di azione in più.

Terzo appuntamento con 'Punti di Vista', l'ormai consueta rubrica di confronto cinematografico, in cui analizzeremo per voi il film "Her" di Spike Jonze. Trama: In una Los Angeles futuristica, l'introverso e timido Theodore Twombly si guadagna da vivere come scrittore di lettere per conto dei clienti dell'azienda in cui lavora, e passa il tempo libero rilassandosi con i videogiochi e con le chat telefoniche. La sua vita è però profondamente provata dalla tristezza per il divorzo dall'ex moglie Catherine, sua compagna fin dall'infanzia, e quindi egli è spesso malinconico e depresso. Un giorno, in una consueta giornata di lavoro, viene a conoscenza dello sviluppo di un nuovissimo sistema operativo per PC basato sull'intelligenza artificiale e dotato addirittura di un motore in grado di generare emozioni umane, o qualcosa che ci si avvicina molto. Incuriosito dalla novità, Theodore installa subito il nuovo OS e rimane piacevolmente colpito da Samantha, l'interfaccia femminile che egli ha prontamente scelto in fase di installazione e che si è autonomamente data un nome. Con il passare del tempo, Theodore trascorre le sue giornate dialogando con Samantha, arrivando a chiederle persino consigli sulla propria vita sentimentale, non proprio idilliaca. Passano i mesi e Theodore è sempre più legato a Samantha, fino al punto in cui, un bel giorno, grazie a Samantha riesce addirittura a vincere la sua paura di innamorarsi della persona sbagliata e accetta l'appuntamento che Amy, vecchia amica di Theodore, gli ha organizzato per cercare di colmare il suo vuoto interiore. L'appuntamento non va però bene, così come i successivi tentativi, quindi Theodore si accorge che l'unica a cui si vuole concedere è il suo OS, Samantha. Nel frattempo Theodore si è finalmente deciso a firmare il divorzio con Catherine, ma durante una cena fra i due, l'ex moglie espone tutte le sue perplessità rispetto all'amore di Theodore per il suo OS. Il loro profondo e duraturo legame è però destinato a rompersi in una giornata molto controversa, in cui Theodore viene per caso informato da un collega della diffusione dell'OS, del non "esclusività" del loro rapporto. Profondamente deluso da questa vicenda, Theodore capisce che i veri rapporti sono quelli umani, quando reincontra Amy, che ha vissuto la sua stessa esperienza.   Commento Antonio:  Ricordo ancora bene la prima volta in cui ho visto per la prima volta il film di Spike Jonze. Era la vigilia degli oscar del 2014, e Her era candidato come miglior film e miglior sceneggiatura originale (che ha anche vinto). Mosso dalla curiosità, mi sono subito fiondato nella visione di questo film, che mi è subito entrato nel cuore. Sarà perché è girato talmente bene che si intuisce perfettamente la visione del regista, oppure per il tema affrontato della mancanza di sentimenti in un mondo sempre più connesso, ma questo film è diventato uno di quelli che riguardo sempre con piacere, quando mi capita l’occasione. Il primo pensiero che mi venne in mente fu: “arriveremo davvero al punto di amare le macchine e non i nostri simili?”. Ero molto scettico che una situazione del genere si potesse realmente verificare,…

Her

8.9

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8.9

Costumi

8.9 /10

Regia

8.9 /10

Fotografia

8.8 /10

Sceneggiatura

9.1 /10

Colonne Sonore

9.0 /10

Autore dell'articolo: Gabriele Dell'Aria

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